Secondo me, c’è qualcosa di profondamente insano nell’essere umano, specialmente quando si traveste da imperterrito cliente, lasciando il cervello in standby sul cruscotto della macchina o nascosto sotto i panni della sera prima. C’è un qualcosa, forse ancora non lucidamente esplorato e/o spiegato, sotto le perfide spoglie del primo sprovveduto che scende dalla macchina apposta, magari schiaffata sul ciglio della strada con le doppie frecce azionate, per ritagliarsi il quotidiano spazio di follia. Non c’è altra spiegazione per catalogare questi insani momenti di autocelebrazione.

Nell’ottica di fianco alla cartolibreria/edicola dove lavoro, la cui insegna OPTICENTER capeggia in maniera sovrana, una signora scende e chiede:

Salve, per caso fate i buchi alle cinture?

No, ma se vuole usiamo la sua per frustarla.

Da me, invece, in cartolibreria, e nell’insegna fuori è ben specificato CARTOLIBRERIA, qualcuno ha la brillante idea di domandarmi:

Salve, non è che avete le formine per i biscotti?

Guardacaso ho una padella antirompicoglioni, vuole che ne testo l’efficacia sulla sua capa tristemente vacua?