Magari sarà preveggenza. Oppure si prende una manciata di numeri a caso e la si scaraventa sul soffitto, sbirciando sulle cifre uscite e componendo poi notizie a cavolo. Ma quando arrivano le feste le previsioni si sprecano. Cioè, Pasqua deve ancora arrivare ma già quelli che contano, quelli che smaneggiano le statistiche, quelli che costantemente ci rompono anche i maroni, sanno tutto. Cosa faremo, dove andremo, quanto spenderemo, quanto sclereremo svuotando i portafogli o imprecando in coda all’autostrada. Bene, c’è gente che si diverte a sparare visioni cercando di dirottare le aspettative e alterando le percezioni. Un po’ come quando dicono che poi con l’euro niente è aumentato. Beh, sì. Un gelato costa 1 euro e 50 al bar. Costava la metà nel 2002. Ah, beh, mica è aumentato. E io deficiente ad insinuarlo. Oppure quando quelli di Autostrade ti indicano nella brochure che il tal sabato sarà un giorno infernale, e quindi ti consigliano di evitare di guidare. E magari alla fine quel sabato le strade saranno vuote, visto che tutti gli automobilisti avranno paura di beccarsi la coda. Cose ovvie, si intende. Io spero che 3/4 di universo a Pasqua stia a casa, che mangi il cappone ripieno alle olive, che apra il tacchino di cioccolata, che vada al mare in perizoma, che si faccia una sauna alle Egadi. Giusto per smentire questi beoti.
Io aspetto che mi dicano che Babbo Natale non esiste e poi mi bullo per strada. No, dire bullo di questi tempi sta brutto, scusatemi.

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