Beh, è Pasqua. Che te credevi. E’ la giornata giusta per scassarsi un po’ i maroni. Ed è chiaramente opportuno che lo scassamento avvenga beato nei posti in cui la gente ribolle di vita. Ecco, un lungomare va benissimo. No, il centro no, i negozi sono chiusi, le vetrine nascoste dalla ferraglia, chi vuoi che ci sia ad ammirare le panchine. Però la passeggiatina nel lungomare è una di quelle attività che non possono mancare quando non si sa che cacchio fare, c’è da smaltire un pranzo da 20 portate, un chilogrammo lordo di cioccolata grassosa, le litanie arroventate dei monelli in calore. E allora via, a costeggiare il mar, immersi in inutili vasche. Ma noi siamo vispi, luridi osservatori. Di spunti era pieno.
1) Passeggiare in mezzo alla gente che naturalmente è mossa da una febbricitante inerzia in un percorso che prevede soltanto due coordinate, nord-sud e viceversa, finchè non fa più o meno notte o si attende un nubifragio anche in una situazione di doppio sole, ecco, passeggiare in mezzo alla folla decelebrata fornisce un gustoso motivo per capire che diavolo andrà di moda quest’estate. Tutti dicono i RayBan, ovvero c’è che andava di moda 365 giorni fa, gli ottici constatano questo trend, e ri-prevedono ondate di lenti a goccia. Magari il dilemma è ancora più facile da risolvere. Magari chi s’è comprato i RayBan l’anno scorso li riusa anche quest’anno, in barba ai leit-motiv della nuova stagione con cui gli stilisti spruzzavano le passerelle estive. In poche parole, rieccoti la noia.
2) Passeggiare in mezzo alla gente consente di apprezzare fedelmente l’adesione totale alla tamarraggine. A parte il sottoscritto che, temerariamente, sfoggiava pantaloncini corti, quando c’era folle avvinghiate di giubbotti di pelle, che io neppure in Alaska riesco ad indossare, dà un irrefrenabile senso di goduria constatare che c’è qualcuno che vuole fare il figo sfoggiando col petto in fuori le magliette di Puerco Espin. O la cinta di D&G col marchio-fibbia che pure i marocchini ormai si rifiutano di vendere agli ultimi disgraziati rimasti. Senza contare le sfilate dei più lussuriosi tarocchi sicuramente raccattati su Ebay o negli outlet che ti incuccano quantità industriali di merce fasulla e anche un po’ orrenda mentre tu stai pensando oddio quanto sono bravo, mi sto comprando un paio di jeans di Cavalli a 150 euro, e non ti accorgi che non c’è uno straccio di etichetta, sì ma tanto a me basta il ricamo prestigioso, ah beh allora sì che hai l’occhio fino. Ma a parte queste frivolezze, è forse ancora presto per tracciare le linee guida dell’estate. Prepariamoci comunque al peggio. Esempi. C’è ancora qualcuno coraggioso che esibisce jeans a zampa, svasati fino all’inverosimile. Gli irriducibili. I nuovi finti fighetti, ovvero quelli che vogliono fare i fighi spendendo al massimo 20 euro, e quindi raccattano le peggiori scartoffie con l’unico scopo vitale di fare tendenza. Allora li vedi indossare quelle orrendissime felpe stellate che giustamente stanno scassando la minchia, e come se non bastasse il cappuccio va indossato, e lo si strozza attraverso una sciarpa nera ben strizzata al collo. Il tutto esibito con 30° atmosferici che esaltano la schifezze e la ridicolaggine.
3) Passeggiare in mezzo alla gente permette di ipotizzare i più terrorizzanti scenari futuri di vita familiare. Mariti con pancettona a corredo, mogli cotonate alla Wilma De Angelis, bocconcini di lacca ad alta fedeltà, che scrutano il paesaggio leccando con noncuranza un cono alla crema. Nel caso in cui ti capiti il peggio, ci incontri anche la figlioccia monella che assomiglia in tutto alla madre, ovvero ha un viso che ricorda quello della mamma, basta aggiungerci una fettona di pappagorgia e diventa meglio dell’originale. Oppure ti potrebbe capitare la coppia di coetanei. Solo che magari lui ha 40 anni e ne dimostra 45, mentre lei magari ne ha 35 e ne dimostra 60. Questione di altezza, di acconciatura, di peso. Il maritino 45enne strascina la carrozzina, mentre lei, rigorosamente occhialuta, perchè così si addice a chi si denota reduce da un’inaspettata gravidanza dagli strascichi fisici abominevoli, accompagna la marcia del compagno abbigliata di tuta rossa presa al mercato e borsetta che vorrebbe passare per quella di Gucci, ma se mi dai un po’ di scotch e carta da pacchi te la so rifare uguale.
4) Passeggiare in mezzo alla gente diventa terapeutico quando devi trovare un modo per poter sclerare, solo che finora non avevi tempo, voglia, denaro, e ora che sei in mezzo all’indistinto, ti scatta la scintilla e ti dichiari prossimo all’esplosione nervosa. Il consiglio è: lasciare i cani sciolti in spiaggia. Sperare che non indugino ad entrare in acqua. E attendere fiduciosi che ritornino sul bagnasciuga per scrollarsi di dosso il mare di cui si sono allegramente inzuppati. Roba thriller che ricorda l’intramontabile scena di Beethoven che prova ad asciugarsi in mezzo ad una festa, mi sa che era una festa, boh, e insomma molla tutti. E tutti sclerano. Obiettivo raggiunto.
5) Passeggiare in mezzo alla gente non aiuta certo i turisti a passare inosservati. Specialmente le vecchiette venute al lungomare in comitiva, con l’autobus parcheggiato contromano all’ospizio. Le vedi avanzare coperte di quegli insopprimibili maglioni rossi di lana sulle spalle, perchè io sono vecchia, ho la sciatica, se mi arriva uno spiffero di vento vado al Creatore. E naturalmente in abbinato si rifilano quelle gonne antichissime color grigio acqua di pozzanghera lunghe al ginocchio, che forse metteva la Regina D’Inghilterra prima di convertirsi al tailleur rosa. Le vedi procedere piano, parlando di quant’è buono quant’è bello il gelato al caramello, tanto a nessuno di loro fregherà se il cono dell’amica è più buono del proprio ma di qualcosa, meglio se inutile, si dovrà pur discorrere. E bada che non tollerano sguardi. Uno, perchè sembra che dai loro delle vecchie, che non è altro che un sinonimo di ma queste qua da dove sono scappate, che è come dire ecco esistono gli alieni, oppure ciao nonno, ma non eri alla messa?. Due, perchè con uno sguardo indiscreto forniresti indirettamente loro uno squallido straccio di discussione, ma guarda questa gioventù di oggi quant’è irrispettosa. Se giocavi di sputo, avresti fatto meno danni. Poi c’è la coppia tedesca, bionda come Solange, plurilentigginosa, che addirittura sfodera con tranquillità canotte raccattate nelle peggiori bancarelle di Caracas, mentre sbarellano con lo skateboard, l’unico aggeggio passato di moda circa tre secoli fa, ma l’effetto vintage ci piace. Che culo.
6) Passeggiare in mezzo alla gente è un’ottima scusa per chi non ha una mazza di fare, per chi deve passare una o due ore senza fare assolutamente niente, per chi ha bisogno di rituffarsi nella civiltà sociale e ha bisogno subito di individuare le linee guida per riadattarsi. Oppure per chi sente per un attimo il bisogno di dar contro all’umanità e trova nella marmaglia umana solido materiale per dilettarsi con vagonate di insulti.
Adesso aspetto il 25 aprile. C’è da aggiornare il catalogo.

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