Forse è ora che mi inizi con aberrante serenità ad inquietare. Mai più abbonamenti a qualsiasi rivista esistente per i prossimi seicento secoli. E’ inutile che speri di nuovo in un’efficiente tempistica. Il 15 febbraio 2007 ho voluto inchinarmi all’offerta per ricevere a casa un anno di L’Uomo Vogue. Lo so, sono diventato irrimediabilmente tirchio. Però quei venti euro in meno rispetto al prezzo di edicola mi fanno sentire inaspettatamente il più abile dei compratori fiutodotati. Ecco. Ci sta che il numero di febbraio non sia compreso. Ci sta anche che, visto lo sconticino praticato per una decina di numeri in totale, l’abbonamento risulti magari un po’ asincrono rispetto all’uscita nei baracchini. Eh, magari un po’. Oggi è il 14 aprile. Qualcuno ha visto il numero di marzo? Qualcuno ha visto quello di aprile, a parte il solito disgraziato che scalcia dal giornalaio? Bene, ieri è partito l’attacco email-killer alla segreteria. Che poi è quella Mondadori, e non so manco che cosa centri la Mondadori con la Condè Nast. Ma a parte questo, stavolta non si guarda in faccia a nessuno. Ora il nemico prende tempo, e di solito rispondeva tempestivamente ai reclami. Ok, non sarà fashion. E io mica pirla.
Nel frattempo ho già trovato il più papabile sostituto.

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