Non ci si può sottrarre. Ogni anno la finale del Grande Fratello è un avvenimento di fronte al quale non puoi scansarti. O ti dichiari deceduto e nel frattempo chiami le pompe funebri, dicendo testualmente io sono morto, mi venite a prendere, oppure sconsolato ti chiudi in camera a chiave e ti decidi a frustrarti le meningi in attesa della prossima deliziosa scenetta da varietà per allietare l’entusiasmo dei finalisti o della musichetta demoniaca che annuncia il povero sfigato destinato a perdere il rischio della vittoria.

E allora eccoti che ti ritrovi le bocce stereoscopiche della Marcuzzi, una coppia di pomodoroni col becco che devastano le attenzioni dei maschietti. Poi in mezzo i soliti scalmanati. Il primo crocifisso, Andrea, prima di aprire la porta rossa e tornare a respirare la nullatenenza, s’è sorbito una mezz’oretta di sensuali torture dall’adorata Elisabetta Canalis, poi spunta l’ultima eliminata, Francesca, e l’idillio si spezza. Prima è stata l’ora di Tiziano Ferro, e la comicità con Liorni è meravigliosa: Tizy non sa una canzone napoletana. Ma il fatto che neppure io ora mi ricordi di che diavolo di canzoncina si trattasse depone a suo favore. Intanto godetevi Claudio Amendola steso in suite col cocktail antiossidante.

Vorrei anche andare a letto. Ma è inutile. Si DEVE sapere chi vincerà. Se no poi subentra il rimorso e ti senti incivile.