I gazebo servono a qualcosa, o meglio servono a darti un’idea un pelino più approfondita di ciò che tu andrai a votare. Ovviamente girando per il centro di qualsiasi medio-grande città non puoi schivarli, ma soprattutto te li devi incrociare tutti. Però così ti puoi fare un’impressione. Giusto per capirci un po’ di più.

Ho capito che il gazebo del PD è il solito dei DS, non a caso ci sono le stesse facce e gli stessi brutti ragazzi barbuti che ti infilano la brochure sottobraccia pur di pervaderti della loro stancante fragranza. Mentre lo stand del Popolo Della Libertà è più da sagra paesana: tutti allegri, felici col bicchierino di vinello rosso in mano, con un tavolone imbandito di fette di salame, crescia di pasqua e crostate. Ti dà più gioia di votare. Anche perchè poi dal fianco ti spunta il candidato al Senato della tua provincia, quello che un minuto prima vedi nel volantino e poi lo vedi materializzarsi di fronte a te. Che poi sarebbe questo il modo puro di fare politica, condotto vis a vis e non certo ridotto a isterismi reciproci. Salto a piedi pari le angoscie rosse della Sinistra Arcobaleno, stesse facce brutte che ti illustrano quanto stiamo andando tutti allo scatafascio e c’è insomma bisogno della rivoluzione cheguevariana per liberarci dai peccati della modernità. Roba lontana anni luce dalle più nobili e accreditate visioni della società attuale.

Ma il migliore di tutti è il banchetto della Lega Nord. Un misero banchetto perchè forse i fondi sono finiti. Ma non la fantasia. I manifesti che giocano con le riserve indiane sono decisamente i più azzeccati. Ma almeno un pezzo di torta potevate portarla, eh.