Beat (this) generation

Su Canale 5 è andato in onda il meglio del top del trash della televisione, ovvero la fiumana di monelli ad assediare le Messaggerie di Roma. Obiettivo: fotografare i finalisti di Amici. Al culmine della depravazione ci si arriva dopo una mezzora di idiozie in formato per me deve vincere, dove sfilano facce tatuate di nomi e gridolini così sostificati da farti stare male - e vederli pure dai maschietti coraggiosamente adulatori di questo perverso misticismo catodico è abbastanza orripilante. Sicchè tutti riversati dentro il megastore, con Chicco e Luca sopra la scalinata a godersi il panorama, centinaia di bambinelle 9-11 anni con in mano libro della coppia di cui sopra o cd dal titolo che fa concorrenza in classifica a Vasco o ai R.E.M. - il che basta per rabbrividirsi - urlano al grido dei quattro scalmanati, costretti pure loro ad esibirsi sulle scale su basi sparate da casse tipo quelle dello stereo da due lire che tieni in camera perchè quando fai le pulizie è simpatico sentire qualcosa alla radio. Un monello paonazzo abbraccia Roberta al grido di “Quanto sei bella” e intanto gli altri, nella massa, condividono spintoni e strilli, che neppure fossimo a Lourdes ma dovremmo pur saperlo che la modernità ha cambiato il modo di progettare le venerazioni e di realizzarle con incantevole disgusto. Si capisce, tornando ai nostri quattro conti, che tanto vincerà Marco.

Intanto, mentre per tutto questo trashume hanno pensionato Uomini & Donne - ed anche lì, sarebbe stata una bella lotta ma vincono le pazze delle Messaggerie alla grandissima - arriva il momento malinconico-tristezzaportamivia-adessopiango. Prima Marco poi Roberta assistono all’apparizione dei familiari e giù lacrime. Tenerezza a fiumi. Per la mazzata quanto dobbiamo aspettare?

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