Archivio della Categoria 'Something Happens'

Ora esageriamo col disfattismo, su

Sabato 3 Maggio 2008

Che oggi è la Giornata Internazionale per la Libertà di Stampa lo rammento stasera. Certo, iniziativa esemplare, come lo sono tutte quelle che idolatrano eroismi più o meno personalizzati, per i quali una giornata di vivace commemorazione appare sacrosanta. Ovvio.  Pace per chi davvero subisce le più folli angherie in Paesi dove non si possa neppure accedere ad Internet (Cina, dico a te eh) e che quindi merita davvero un riconoscimento. Però io non sopporto le esagerazioni. Che fanno passare tutto per impeccabilmente traumatico ed angoscioso. Specialmente a casa nostra.

Stasera il TG1 è andato in onda nei primi minuti - quelli dedicati alla ricorrenza - con un rullo in sovraimpressione che riportava i nomi di tutti i giornalisti internazionali uccisi a causa del loro lavoro. Iniziativa discutibile. Come il faccione di Riotta, che giustamente, in qualità di direttore, non poteva esimersi affatto dal testimoniare la propria comprensione, dopo che a Striscia La Notizia aveva giocato a fare il clown fantasista sbeffeggiando Mimun benchè il tapiroforo Staffelli gli avesse fatto notare dei taroccamenti doc nella sua testata. E da lì il povero Riotta mi è sminuito in una maniera incolmabile.

Ma tornando a noi. Tutto questo sproloquio mi ha fatto ripensare alle tracotanti assserzioni noiose di Adriano Celentano a Rockpolitik (un esempio di esagerazioni?), che dipingono l’Italia piena di nefandezze mentre invece abbiamo centinaia di testate, gente che scrive di qualsiasi cosa, testate che prendono pure i soldi dallo Stato per poter scrivere di qualsiasi cosa, persino le cose più orripilanti. Quindi se adesso qualcuno se ne uscirà dicendo che l’Italia è la tomba della libertà di stampa gli trancio la clavicola.

I nuovi mostri

Giovedì 31 Maggio 2007

Preparatevi al degno erede dei famosi lucchetti tritamaroni.

(Lo so, la cosa mi intristisce, oltre all’onere che parlandone se ne fa pure indirettamente pubblicità, la miglior linfa per l’erbaccia cattiva. Ma il tono della carriola di inviti scaraventati random ad un manipolone di blogger fa presagire l’arrivo di una nuova pericolosa minaccia per la sopravvivenza della nostra pazienza).

Magari ci sfugge qualcosa

Sabato 12 Maggio 2007

E’ abbastanza improbabile che in Italia ciò che segue non accada. Che da una parte si manifesti per una cosa e che da un’altra parte, tipo 100 metri più in là, girato l’angolo, ecco sei arrivato, si manifesti per la cosa opposta. Oppure che si manifesti a prescindere con estrema facilità e dissacrante virulenza. E’ altrettanto improbabile che la si smetta del tutto con le tiritere da monelli che si pensa essere gente seria e un bricioli rispettabile, ma quelle ormai fanno parte della cultura. Stavolta, come annunciato, è toccato alla famiglia sgranchirsi le gambe e scendere in piazza. Il Family Day non sarà stato contro i Dico, come hanno voluto far credere i capi della manifestazione, però intanto è apparso qualcosa di strano: i soliti estremisti? Ammesso e anche concesso che si sia sceso in piazza senza attaccare le coppie di fatto, la baldoria in piazza San Giovanni a Roma non era sensata: tocca manifestare per riacutizzare l’interesse di chi governa alla difesa della famiglia, com’è sancita dalla Costituzione ed elemento essenziale della società? Sembrava di no, ma evidentemente non è più la priorità. Dall’altra parte, a piazza Navona, c’è Coraggio Laico, contro-manifestazione puerile che annulla l’altra, e anche qua i capricci sono inenarrabili. Da una parte le famiglie, dall’altra le coppie di fatto, e aggiungiamoci anche gli omosessuali che se no poi se la prendono. Ma è mai possibile che non si possa dialogare in entrambi i sensi, ovvero pensare SIA alla famiglia SIA ai riconoscimenti individuali/di coppia, senza un rapporto becero di esclusione? Nel marasma indistinto di proclami inconcludenti, di folle impantanate, di famigliole felici, di padri danzanti e di marmocchi assolati, manca il risultato finale, che come al solito è racchiuso nelle dichiarazioni di chi ci dovrebbe governare, ma pazienza se evita di farlo.

L’altro dilemma colpisce la diatriba laici-cattolici. Il che ha davvero poco senso, ma tant’è in Italia siamo abituati al nonsenso. La Chiesa dice quello che le pare, come facciamo tutti ogni giorno, sparando anche cazzate. Però c’è chi prende tutto troppo sul serio.

“Lei è qua con suo marito e i figli?”

Sì, i miei undici figli, più uno che è in vacanza. Dodici come gli apostoli“.

Io sto tanto bene così

Domenica 25 Marzo 2007

Non mi ricordo se fosse già successo in passato. Che ci si arrivasse a scannare tra i colossi delle catene di vendita di elettronici. MediaWorld e Saturn rimproverate dalla Sony Italia, mentre Darty - non so che diavolo di catena sia, ma soprattutto, Euronics e Trony dove sono finite? - il 20 marzo si vantava di poter offrire la prestigiosa PlayStation 3 in esclusiva. Un giorno prima della concorrenza. E ben due rispetto alla data ufficiale del debutto europeo. In fondo c’era da soddisfare un sostanzioso manipolo di affezionati barra fanatici consumatori della consolle più venduta del mondo, capaci pure di vendersi i genitori compreso magari il cane pur di conquistarsi l’agognata PS3. Al modico prezzo di 599 euro. Con duecento euro in più ci avresti comprato un buon notebook, ma si sa, la PS3 è LA PS3, vuoi fare a cagnara? E poi il 24enne Nomey sa che “se dovessi comprare un lettore Blu-ray mi costerebbe 1.000 euro“. Beh, è un’offertona, allora.

Offertona? A parte un fisiologico calo di prezzo tra qualche mese, direi che per ora ci siano tutte le condizioni per essere insoddisfatti. Una dotazione misera, un hard disk di capacità irrisorie (60 gb!), un buon 30% di giochi della PS2 totalmente incompatibili e un 70% di giochi che sì, loro gireranno ancora ma, insomma, gireranno da fare schifo. E poi, vuoi mettere il lettore Blu Ray? Ok, sarà il supporto del futuro, ma l’HD DVD, il formato concorrente, lo lasciamo a casa? Tutti amano l’alta definizione. Allora per apprezzare il cambiamento preparatevi a dotarvi di televisioni al plasma o LCD capaci di farvi venire l’ansia, altrimenti accontentatevi di una grafica medio-eccelsa, sì insomma, da fare pena. E non dimenticatevi dei giochi, naturalmente.

Il mio vicino di casa è tutto eccitato smaneggiando con il controller wireless. Più lo guardo e più mi dico: ma quanto sto da Dio io con il mio buon pc che legge l’universo e visualizza l’impossibile? Sorridi Tumy, diamine.

Forse ce la facciamo

Mercoledì 21 Marzo 2007

Maurizio Costanzo dal 9 aprile sbarcherà (purtroppo anche) su RadioUno Rai, naturalmente con il suo pesante bagaglio delle sue inutili cose da dire, da sbiascicare nella nuova trasmissione radiofonica.

Però, dai che prima o poi si scava dalla televisione. Tutti a fargli domande alla radio, ve prego, convincetelo che in radio si ringiovanisce e che la televisione lo fa sembrare più ciccio di quanto non sembri.

Pure loro c’hanno ragione

Lunedì 19 Marzo 2007

E pure loro c’hanno ragione. Il 12 maggio a Roma sarà il giorno del Family Day, pronta risposta alla marcia di una settimana fa a favore dei Dico, applaudita da un poker di ministri del Governo, che applaudivano tra l’altro anche un manciatone di coppie omosessuali o semplici sostenitori dell’amore universale urlanti uguali diritti. In realtà di marcia di opposizione non si dovrebbe parlare. E’ d’altronde lo stesso principio intascato dalle associazioni di area cattolica, che confermano di scendere in piazza in tutela della famiglia, senza gettare fango sul disegno di legge Bindi-Pollastrini, ma sarà impossibile scindere dal contesto l’innegabile voglia di sgarbo di fronte a tutti coloro che sostengono i Dico, specialmente i gay. I quali hanno annunciato che pure loro prenderanno parte alla manifestazione.

E’ forse il caso di ristabilire ruoli, gerarchie, posizioni. L’emancipazione gay, inarrestabile, merita considerazioni, e i Dico sembrano tentare un ricongiungimento delle coppie omo di fatto con i diritti apparentemente negati, visto che l’apparato giuridico sembri formalmente permettere le necessarie tutele. Ma presenziare anche al Family Day (Family Gay?) mi pare eccessivo. Anche perchè non si tratterrebbe di famiglia in senso originario, e non si discute, in questo caso, di quanto possano magari essere più salutari coppie omo invece di coppie separate, con i figlioli palline di un imbarazzante ping pong di responsabilità. Qui subentra il concetto di famiglia vera e propria, magari quella che stenta ad arrivare a fine mese, quella che continua a procreare, quella che cerca di fornire validi futuri alle proprie creature, quelle che a tutti gli effetti consapevolmente legano le proprie sorti a quelle del proprio futuro. Il governo deve pensare a loro, e non vuol dire che una condizione esclude l’altra. Però i distinguo si rendono necessari. I 4 ministri dell’Unione, accorsi a supportare Luxuria che con le sveglie trillava le coscienze collettive al Dico Day, dovrebbero presenziare anche al Family Day. E non soltanto i poveri Fioroni e Mastella, forse eccessivi nell’essere strenui difensori della famiglia, anche se sui Dico c’è effettivamente da sindacare, specialmente nei confronti delle coppie etero, che godono già di cerimonie più o meno sacre per vedersi riconosciuto il proprio status familiare, e verso le quali i Dico sarebbero forme primitive di labile legame, quasi fatto apposta per essere prima o poi guastato, senza però magari sobbarcarsi gli oneri di ciò che la separazione dissemina. E così che la missione Dico è impugnata con sempre maggior forza dai gay, alla ricerca di una sacrosanta marchiatura al tempo stesso effimera e goliardica, che sancisca parità democratiche e che simuli istituzioni fallate, ma pur sempre istituzioni.

Intanto le famiglie scendono in piazza. Anche se non ce ne sarebbe bisogno, visto che la loro cura dovrebbe essere sottintesa, e invece stranamente non è più strombazzata. L’onorevole Grillini, che ogni tanto piazza debordanti sfregi verbali, ad Omnibus su La7, ribadendo la sua onesta laurea in psicologia, ammette che non ci sarebbe nulla di male, per un gay, a mettere incinta una lesbica e a godere del figlioletto parallelo. Aberranti dichiarazioni che costringono, una volta di più, ad interrogarsi sulle reali aperture di una legge forse giusta, ma altrettanto spinosa.Â