Top Of The Pops #2
Venerdì 13 Aprile 2007MOBY feat. DEBBIE HARRY - New York, New York
L’ho cercata tipo un mese: sentita in disco, immediatamente accattivante, e già adocchiata in tv in uno spot. Ma te vai a capire quale. Poi ricerca affannosa, sbirciati tutti i siti di sigle di pubblicità , alla fine è sempre il magico JF a darmi la dritta decisiva: la colonna sonora dell’ultimo spot Citroen C1. Eh beh, è il grande Moby. Che come al solito fa cantare altri. Ma il pezzo è divino: movimento allo stato puro, trascinante, esorbitante. I remix di Tocadisco, più ballabili del solito, donano magia e sensualità . Trascendente.
FREEMASONS feat. SIEDAH GARRET - Rain Down Love
Questo duo britannico (Russel Small e James Wiltshire) continua a non sbagliarne una. Diamine, questo nuovo singolo, che succede al primo Love In My Mind e al follow-up Watchin’ e fa da capo guida ad una serie sterminata di remix celebri, è strepitoso. Roba che scotta, e noi siamo abituati alla fantasia degli Shapeshifters, che pure loro ci danno dentro. Ma Rain Down Love merita davvero, nonostante la base strizzi un po’ l’occhio al pop, ma basta il video a ristabilire le nette gerarchie. Una garanzia.
BOB SINCLAR - Give A Lil’Love
Pure per il nuovo del grande Bob ho dovuto faticare. Cercare il remix è stata un’impresa. La versione semi-accapella era già presente nell’album Western Dream, ma poi il pezzo è stato nuovamente catturato dalla Tim per i suoi spot e serviva un remix che appiccicasse un altro giro di fischio, come per i precedenti Love Generation e World, Hold On. Benchè il suddetto espediente servisse per assicurare la continuità con il passato più recente, il deejay francese scatena nuovamente tutti. I più scatenati detrattori potrebbero facilmente insultarlo attaccandosi alla ripetitività di ritmo e ispirazione. Ma quando fai dischi così, le critiche sono nulla. Inossidabile.
ROBBIE WILLIAMS - She’s Madonna
Confesso di averlo snobbato, questo nuovo singolo di Robbie. Il titolo non mi persuadeva all’ascolto. Poi eccoti il video su MTv, il refrain sembra attecchire ed eccoci di nuovo qua a tessere le lodi all’ex dei Take That, che sarà pure indeciso se rifare capolino nel gruppo di un tempo, ma anche se rimanesse single farebbe un affarone. Con Rudebox, album da molti critici musicali banalmente crocifisso, il cantante inglese mantiene la concentrazione migliore. Ah, ditemi dove sono i Pet Shop Boys perchè non li ho mica sentiti.
Il gruppetto inglese, che ha redarguito l’INPS di aver pensato al fresco pensionamento della band, mantiene saldi i livelli di Patience e si getta su Shine, rimanendo fedeli allo stile acchiappa-teenager che a distanza di anni, però mostra una certa dose di evoluzione. L’età si fa sentire, naturalmente, ma rimane intatta la voglia di stupire. Confermati.
Zero informazioni su questo brano scartabellato dalla Pioneer Summer Lounge 2006. Versione tranquilla di un pezzo sconosciuto più o meno a tutti, abbastanza orecchiabile pur senza eccessive pretese. Cioè, in una compilation lounge ci sta bene, magari nella versione originale stride. Intrigante.
L’unica zappa sui piedi gliela fornisce quella ciofeca di Ho Voglia Di Te, che lega indissolubilmente la canzone al film, creando reciproco turpamento. Ma a parte gli inconvenienti, il cantatore romano insiste sul gioco melodico che tanto gli riesce bene, coniugando la solita melassa senza però stancare mai. Reci-divo.
Western Dream, l’album dell’artista francese, è proprio bello, fatto bene. Dopo la poco esaltante e un po’ ignorata Rock This Party, retta soltanto dal tormentoncino baby by Wind, Tennessee si esula dalla volontà di seguire le promozionali Love Generation e World, Hold On, suonerie Tim, tornando nel filone happy-house che lo contraddistingue. Ma gli amanti del genere apprezzeranno senz’altro il remix dei Fuzzy Hair, dimensione ipnotica al massimo e goduria assicurata. Devastante.
Nonostante un altro paio di singoli sfornati, e decisamente più noiosi, degli Scissor Sisters rimane, dall’estate 2006, questa bomba, remixata dai Paper Faces, gente che mette facilmente le mani addosso pure ai dischi di Justin Timberlake e che al solito ridimensiona la portata irruenta dell’originale, decorandolo di inserti dance apparentemente noiosi ma nel complesso indissolubili. Usato sicuro.