Io penso di essere un mito. Un piccolo mito.
Ditemi voi come si possa vendere questo gufo alla clientela, e riuscire nell’umile obiettivo. A confronto Roberto Da Crema è (era? Boh) un pivellino di bassa lega.
Il gufo a sinistra era originariamente accoppiato, come fratelli siamesi, ad un gemello gufo (o civetta, ma poi che diavolo me frega che diavolo sia), ma poi la composizione cadde e i gufi si scisero in due entità difficilmente recuperabili con l’attack - operazione miseramente fallita dal sottoscritto. Ora. E’ evidente che il gufo sventrato di cui a sinistra sia chiaramente un pezzo di una composizione che prevede qualsiasi cosa d’altro attaccata alle sue estremità . Ma se c’è una cosa che ho imparato, stando dietro il bancone dell’edicola, è che la gente è pazza inside deep in their mind, le puoi vendere qualsiasi orripilante rivista di cucito. Oppure, e soprattutto, puoi aspettare che sia la gente stessa a ridicolizzarsi inconsapevolmente puntando su un oggetto schiantato come prossimo e allettante acquisto.
I casi sono due. Uno. Una signora entra, adocchia il gufo, se lo piazza all’orecchio dalla parte dell’apertura, e con soddisfazione esclama “Ma si sente il mare?“. Ehm, beh sì sì, come le conghiglie, adesso pomperanno anche l’hip hop, stay tuned. Ma soprattutto, stay convinta. Ma alla fine, sfortunatamente e contro ogni fin qui sperimentata logica clientelare, desiste dall’orripilante gesto, e ri-ripone il gufo sul mobiletto.
Due. In un momento di estasiante irrequietezza mattiniera, una signora entra, adocchia e scruta. “Ma può funzionare come lampada?” esclama curiosa, mentre io rimpiazzo una manciata di fogli di carta da pacco e da lontano rispondo “ah, beh, volendo…”, credendo che fosse stato evidente che direi di no. Ma direi anche che le avrei potuto dire che poteva pure prenderlo a calci e rimbalzava e ci avrebbe creduto. Bene, signora, 4 euro. Ok, allora lo prendo. Incredulo, incredulo. La mai vicina di negozio intanto, in una sortita culturale tra i bancali di giornali, assisteva incredula pure ella, prima di piegarsi in 6 dalle risate silenziose, giusto per non svergognarla senza ritegno. Io imbusto e grazie arrivederci.
Lo so, tra le due è più graziosa la prima motivazione. Vedere qualcuno che si aspetta che da un gufo tronfiato si emetta suoni è il momento più esilarante della storia dell’umanità . Giuro che se se l’avesse comprato e ammirato sul proprio comodino, l’avrei invitata a cena. Peccato per i suoi 140 chili di formosa inutilità . Alla fine ha vinto la seconda, soddisfatta e compiaciuta dell’aggeggio rimorchiato.
Ad ogni modo, rimane sempre il gufo di sinistra. Dai, con 4 euro è vostro. Spicciatevi, prima che finisca a malintenzionati.