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E’ più forte di me

Lunedì 19 Marzo 2007

Non ce la faccio. Non riesco a resistere. Ne devo parlare male, male, male, da morire. Eccoti l’occasione.

Ho zero (si legge zero) stima per Roberto Benigni. La sua presenza mediatica mi inquieta, mi disarmonizza, mi crocifigge alla visione di un raccapricciante sfogo isterico delle sue qualità (?) professionali. Esempio: come fare l’imbecille in piedi sulle poltroncine quando si è stati appena nominati vincitori di un Oscar. E conseguentemente come sputtanare tutta l’Italia, cosicchè i vicini di paese possano rassicurarsi delle nostre facoltà da italici quando diciamo stronzate in mondovisione. Benigni è uno che si ama o si odia. E infatti io lo odio. Odio commisurato alle sue battutacce, alla sua spasmodica volontà di risultare a tutti gli effetti simpatico giocando con quelle dietrologie politiche, urlando contro Berlusconi, rileggendo con assoluta mancanza di ironia l’attualità. Intervistato da Vincenzo Mollica, il solito giornalista pupazzo dietro solo al Gabibbo, che tra l’altro stimo molto più di Benigni, ma va da sè che qualsiasi nome di essere umano mi baleni in mente valga molto di più di un Benigni, Eccoti che il fu Johnny Stecchino esplode d’humor quando, scoppiettante, prende di mira Vallettopoli, gioca con le intercettazioni e con la privacy, mettendoci in mezzo pure Dante. Divenuto icona del suo improvviso e purtroppo popolare successo con la Divina Commedia in mano. Tutti hanno gridato “bravo Benigni, così riavvicini il popolo alla cultura“, grida all’udire delle quali mi sotterrei, constatando quanto l’italiano medio sia mediocre se, pur di essere spronato alla fruizione culturale, debba contare su Roberto Benigni. Beh, evidentemente le persone di spessore sono esaurite, e ci siamo ridotti ad eleggere a professori attori/registi certo affermati, ma in una confusione di personalità/ruoli disarmante. Le rielaborazioni, sfalcidiando le letture dantesche, fanno piangere i puristi, mentre Tutto Dante è pronto a sbarcare a Milano, per la gioia di chi non lo sopporta. Una presenza follemente inutile. Uno che tocca le balle a Pippo Baudo due o tre volte di fila, che urla esagitato, che si burla dei politici, o meglio di Berlusconi - vi ricordate le apparizioni a Rockpolitik dal fido Celentano? - merita commiserazione. Che sia bravo regista/attore non discuto, anche se fuori dai confini nazionali stenta ancora a cogliere validi apprezzamenti. Ma nella sua lucida pazzia colgo quanto costi, ogni tanto, essere italiano. 

Gli smemorati a Cologno

Mercoledì 21 Febbraio 2007

Silvia Toffanin si è laureata finalmente in Lingue e Letterature Straniere all’Università Cattolica di Milano, tesi sulla tv, s’è portata dietro il fidanzato Piersilvio Berlusconi, i genitori, sorella, s’è rovinata il San Valentino e bla bla bla. Ma sbaglio o qualcuno, nei mille e mille lanci di agenzia s’è dimenticato di chiedere con che voto la Piersilvia s’è proclamata dottoressa? Perchè a noi umani è quello che interessa.