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28 Marzo 2008
Non sapevo esistessero cose del genere. Macchè cacio sui maccheroni. E ovviamente macchè dieta.

Non sapevo esistessero cose del genere. Macchè cacio sui maccheroni. E ovviamente macchè dieta.
Si può parlare di apoteosi della ridicolaggine? Il PD solo ora dà vita al suo inno, quando ormai mancano poco più di due settimane al voto, non tanto per smuovere le indecisi, quanto per contrastare la massacrante nenia del PDL che innalza a livelli evangelici il povero Silvio. Shh siamo in par condicio. Ma cosa ci frega. Dunque, l’inno del PD - I’m PD - è stato talmente voluto e fatto ovviamente così male da scopiazzare orrendamente YMCA. Il che basterebbe per schifare tutti. Ma no. Su Youtube il video della canzone viene rimosso perchè i Village People non hanno ufficialmente autorizzato lo sfruttamento della loro composizione. Beh, benaugurante direi.
Questa storia del pappagallo che disarciona i rompicapi è tremendamente adorabile perchè mette a nudo l’inseparabile demenza della razza umana. Costretta a misurarsi con un volatile per vedersi legittimata una superiorità terrestre ahimè purtroppo innegabile nei fatti. Ma vedere gente capace di sfidare il pappagallo e capire di non essere abbastanza intelligenti per affrontarlo è uno degli aspetti più godibili di una sotterranea rivalsa che la natura attua nei confronti del genere umano. Magari per riscattarsi da tutte le ignominie che ogni secondo l’uomo realizza nei confronti del creato.
Tutti ovviamente si sentono in dovere di sburgiardare questo simpatico piuminide, l’unico della categoria visto che altre decine di simili non si sono manco girati all’attenzione di chi proponeva questo giochino fatto di due catene intrecciate. La rovina dell’intelligenza, da quelli più piccoli come Yuto Uotani, un bambino di otto anni che s’è stufato di competere al grido di “Non lo so fare! E’ impossibile!“, al 23enne Yuka Ishida, che non si rassegna affatto dopo aver collezionato una doppia sconffita. “Non posso credere di avere perso! E’ frustrante!” dichiara sconsolato. Siamo in terra nipponica. C’è gente che dunque non ha niente da fare che competere con un pappagallo.Â
 ”Ten si diverte mentre risolve“, ha spiegato l’allevatore Daichi Yamanaka. Sai che goduria. Anzi, sai quanto godrebbe se sapesse quanti intelligentoni ha sbeffeggiato dall’alto del suo piumone multicolor.
Quale emblematica, irrisolvibile, crudeltà può albergare nella mente di chi progetta simili spot (e vi prego non mi venite a dire che basta il pensiero, la nobile causa, una bella scrollata alle coscienze perchè vi prendo a randellate con una clava).
Nell’ordine. Si parla di sesso. Quale miglior posto di un’aeroporto (perchè si sa, si scopa nei bagni)? Poi. Due ragazzi che paiono usciti da un rave in campeggio, coi borsoni che sembrano quelli della Ferrino che una volta si vincevano con i punti delle merende Kinder (con una volta intendo quando mi strafogavo di Power Rangers) e conciati come straccioni. Per non parlare di lui, a cui il sesso dovrebbe essere negato per colpa di quel nasone. Ma non basta. Tocca comprare i preservativi. L’uomo aspetta fuori perchè si vergogna. E vabbè, tanto ci va lei, ma poi entra anche lui. Non basta una scatola, no. Ce ne vogliono due. Due scatole che sembrano i flaconi della Saugella. E di dietro spunta quella che una volta faceva gli spot del Carte D’Or. E poi via, felici, ma verso dove? L’imbargo o il bagno? E se si devono imbarcare, lo faranno nel bagno dell’aereo? Se tanto lo fanno a casa, no potevano aspettare di atterrare e poi di passare in farmacia? C’era bisogno di comprarli in aeroporto? Ah, vuoi vedere che c’avevano voglia e basta, la voglia prende quando non te lo aspetti. Ah, ciao Ambra, almeno potevi dare una pettinata a quello lì.

Oggettivamente, è meraviglioso questo disastro italiano. Ha vinto chi non avrebbe dovuto vincere, ma soprattutto non accadeva dalla preistoria un doppio ko ferrarista. Proprio quando chi vince all’inizio è al 75% dell’opera. Tutto ciò è tremendamente benaugurante. Ma Stefano Domenicali è ottimista, eh.
Nulla è andato come previsto e quindi è stato molto difficile. Ma se vi ricordate, nel 2006 avevamo cominciato con una situazione molto simile, ma poi abbiamo recuperato.
Sì, infatti poi nel 2006 il mondiale lo vinse Alonso. Be happy.
Mio padre a pranzo.
“Ieri è salito al terzo piano Filippo Magnini“.
Ah. Evviva.
Ancora dall’università .
UNA: Ieri dalla D’Eusanio parlavano di una cosa virtuale...
UN’ALTRA: Che sarebbe?
UNA: Second Laif. Presente?
L’ALTRA: No, ma cos’è?
UNA: Praticamente un’isola dove ci sono gli avatar e dove guidi il tuo personaggio, pensa che ci sono anche i negozi (tipo Dior) solo che si paga con i soldi veri.
Fine della pazzia. Ora due domande. La prima. Ma queste due qua dove saranno state negli ultimi 5 mesi? In Alaska? Due. C’era proprio bisogno di informarsi dalla trasmissione della D’Eusanio? Aiuto.
Ma si potrà sfoggiare sui banchi dell’università un quaderno con la copertina delle WINX?
Ho detto università , no asilo.
Cosa c’è di meglio di inaugurare l’inverno togliendo un dente del giudizio?Â
Ah, sono vivo eh. Non sono morto dissanguato, l’emorragia non mi ha decomposto. Nessun dolore (Aulin ai lov iu), nessun rimpianto. Sono vivo eh. No così, giusto per capirci.
Non sono andato alle Maldive, non mi sono suicidato imbottendomi di cipolla e gassosa, non mi sono consegnato al lupo nero, non mi sono drogato di chupa chupa, non mi sono convertito al mutismo, non ho accettato di fare carriera in monastero, non mi sono giocato il pc alla roulette.
Insomma, ci sono ancora.
Saluti a chi sperava nel mio ritorno. E un solido vaffa a chi mi voleva sotto una macchina. Tiè.Â