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Aprile 16, 2008 at 04:23 pm

Beat (this) generation

Su Canale 5 è andato in onda il meglio del top del trash della televisione, ovvero la fiumana di monelli ad assediare le Messaggerie di Roma. Obiettivo: fotografare i finalisti di Amici. Al culmine della depravazione ci si arriva dopo una mezzora di idiozie in formato per me deve vincere, dove sfilano facce tatuate di nomi e gridolini così sostificati da farti stare male - e vederli pure dai maschietti coraggiosamente adulatori di questo perverso misticismo catodico è abbastanza orripilante. Sicchè tutti riversati dentro il megastore, con Chicco e Luca sopra la scalinata a godersi il panorama, centinaia di bambinelle 9-11 anni con in mano libro della coppia di cui sopra o cd dal titolo che fa concorrenza in classifica a Vasco o ai R.E.M. - il che basta per rabbrividirsi - urlano al grido dei quattro scalmanati, costretti pure loro ad esibirsi sulle scale su basi sparate da casse tipo quelle dello stereo da due lire che tieni in camera perchè quando fai le pulizie è simpatico sentire qualcosa alla radio. Un monello paonazzo abbraccia Roberta al grido di “Quanto sei bella” e intanto gli altri, nella massa, condividono spintoni e strilli, che neppure fossimo a Lourdes ma dovremmo pur saperlo che la modernità ha cambiato il modo di progettare le venerazioni e di realizzarle con incantevole disgusto. Si capisce, tornando ai nostri quattro conti, che tanto vincerà Marco.

Intanto, mentre per tutto questo trashume hanno pensionato Uomini & Donne - ed anche lì, sarebbe stata una bella lotta ma vincono le pazze delle Messaggerie alla grandissima - arriva il momento malinconico-tristezzaportamivia-adessopiango. Prima Marco poi Roberta assistono all’apparizione dei familiari e giù lacrime. Tenerezza a fiumi. Per la mazzata quanto dobbiamo aspettare?

Aprile 15, 2008 at 10:34 pm

E’ finita la pacchia, eh

Tra una cosa è l’altra, non mi sono accorto che siamo giunti finalmente alla penultima puntata del Grande Fratello e ad occhio e croce si è parlato una decina di volte di gente obesa. Prima Lina ha visto in video il fratellino, già bell’in carne, e pure lei urla “sono ingrassata 17 chili”, e difatti è più tonda dell’omino Michelin prima della restaurazione. Poi Teresa fa notare la stessa cosa al fratello Nazario, che l’ha appena abbracciata. Ed è inquietante come Teresa paia la gemella di Mario, lo stesso inquilino della Casa con cui un paio di settimane fa era quasi arrivata ad impugnare un bazooka nel pieno impeto di una scleratona. Ora che il cummenda-sfasciadonne Roberto ci ha abbandonato alla disperazione di veder vincere un’inutile coprispalla di quarta mano (vincerà Lina, l’amorevole cornuta?)via alla malinconia di un Patrick e di una Katia che allegramente si vomitavano reciprocamente champagne in una delle più clamorose suite da strapazzo.

Per fortuna che c’è X-Factor e la fiera delle amenità da boicottare. Ieri Mara Maionchi ha ordito un inaspettato infanticidio, uccidendo la vincitrice annunciata, Silvia Aprile, “perchè tanto fuori avrà la sua strada“, per salvare Tony, quello dei mugugni rosolati in Apologize o del fuori tempo massimo in Bleeding Love (anche se, tocca dirlo, ieri sera se l’è cavata bene). La meritocrazia non è affar nostro, d’altronde, e poi ormai di che cosa ci scandalizziamo, se a trionfare è la mediocrità o il clamore di un capello da teenager.

UPDEIT: Giusto il tempo di segnalare che Lina è stata appena cacciata dal GF e che ora regnerà la desolazione.

Aprile 15, 2008 at 10:03 pm

Pronto, sì, qua trema tutto

Il dopovoto è come al solito terrificante e sublime al tempo stesso. Tanti sono stati gli elementi che fanno sorridere e disperare al termine dell’ennesimo passaggio ai seggi. Dapprima il tracollo improvviso della Sinistra Arcobaleno, completamente rasa al suolo al Parlamento, che ha deciso l’abbandono - peraltro già annunciato - di Fausto Bertinotti. Finalmente ci siamo tolti di torno Mussi, Pecoraro Scanio, Luxuria, Caruso: questo giro li vedremo direttamente collegati da casa loro, insieme alle evanescenti effigi dei falce e martello. Poi viene la sconfitta del Partito Democratico. Walter Veltroni ieri era rimasto sul soft riconoscendo il successo di Silvio Berlusconi. Poi stasera è sbroccato quando ha saputo che Camera e Senato se le sarebbero pappate tutte il PDL, operazione comunissima e replicata d’altronde dall’ultimo governo Prodi, che si issò su tutte le istituzioni. Veltroni ha fatto il broncio, sulla presidenza di una delle due camere ci sperava così tanto da rimanerne deluso di fronte al muro prevedibilmente eretto dal Cavaliere. Che pretese.

Si sarà ovviamente capito che ho votato centrodestra (non Berlusconi, però: perchè il suo tempo è quasi finito ed è ora di cambiare). A stupire tutti è stata la Lega, che ha trasformato il malcontento in volontà di rinascita. Bisogna lasciar stare tutti i finti moralismi e capire finalmente che ci sono dei problemmi che devono essere risolti, in fretta, con determinazione e forse irruenza, divenuta sinonimo di velocità. Il successo del PDL sorpassa tutti gli (attesi) sgambetti disseminati nella campagna elettorale, e poco ha da disperarsi Veltroni, che insiste con il nuovo partito ancora in fasce, che ricordiamolo, ha messo assieme Ulivo e DS, e in questo giro ha accorpato pure i Radicali, oltre a danzare con L’Italia Dei Valori. Forza Italia ha viaggiato a braccetto con Alleanza Nazionale in meno tempo e con un migliore risultato. C’è tanto su cui riflettere e altrettanto su cui stare zitti.

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